Magritte e l’amore malinconico

Una delle opere più rappresentative nel mondo dell’arte surrealista è senza dubbio quella di Magritte, Gli amanti, del 1928.
Attraverso due figure che sembrano baciarsi senza vedersi, coperti da due teli bianchi, Magritte ci racconta l’impossibilità di un amore incompiuto, forse malinconico, certamente difficile.

Colori in contrasto, teli bianchi come lenzuoli sembrano coprire quanto c’è realmente: un amore che va oltre quello che si vede in apparenza e si esprime nel profondo. Si esprime così una sorta di conflitto tra ciò che è nascosto e ciò che è apparente, come in un gioco continuo di contrasti e difficoltà a comunicare.

Questo essenzialmente il pensiero e gli intenti di Magritte, che lui stesso a proposito di quest’opera, oggi conservata al MOMA di New York, dichiarò: “C’è un interesse in ciò che è nascosto e ciò che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere le forme di un sentimento decisamente intenso, una sorta di conflitto, direi, tra visibile nascosto e visibile apparente.”

Non è per sempre

Come nel brano Non è per sempre degli Afterhours tutto finisce anche il buio più pesto.
Se c’è una cosa che questo periodo ha insegnato è una resistenza incrollabile e un lento ritorno alla vita.