Archivia Aprile 29, 2021

1°Maggio

Agli operai dei turni di notte, con le loro tute sporche di grasso e le mani stanche.

Ai lavoratori degli ospedali e delle ambulanze, che non si fermano perché per loro un minuto può fare la differenza.

Ai camionisti e autisti, perché guidare per certe strade è talvolta una roulette russa.

Agli impiegati di tutti gli uffici, che lavorano di giorno e di notte, che vorrebbero ogni tanto non sentirsi un tutt’uno con la sedia o il PC.

A chi lavora nei panifici perché per me realizza il prodotto più prezioso del mondo.

A chi lavora quando tutti sono in vacanza e si rilassano a tavola o in hotel, perché ha una pazienza rara.

A chi lavora nel commercio e nell’artigianato, perché non è facile trattare con il pubblico.

Agli operai dell’edilizia e dell’agricoltura, perché talvolta anzi troppo spesso rischiano la vita per un paese incapace di tutelarli.

Ai troppi morti sul lavoro, perché morire a lavoro è oltre ogni limite, oltre ogni dignità e logica.

A chi per il proprio lavoro lotta senza sosta, perché sa di aver subito un’ingiustizia, ma anche perché non accada a nessuno di sentirsi un numero o peggio ancora di troppo. Non siete soli. Non siamo soli.

A chi il lavoro lo cerca, dignitoso e in regola, per vivere e contribuire al futuro di questo paese, governato (si fa per dire) da troppo tempo da mediocri, incapaci di decidere, che tergiversano, fanno spallucce, trovano scuse, perché hanno perso per strada il senso di responsabilità, che fa di ogni essere umano una persona degna di tale definizione. Andate voi a casa.

A tutti quelli che lavorano per vivere e un po’ per sopravvivere.

Buon 1 maggio.

Magritte e l’amore malinconico

Una delle opere più rappresentative nel mondo dell’arte surrealista è senza dubbio quella di Magritte, Gli amanti, del 1928.
Attraverso due figure che sembrano baciarsi senza vedersi, coperti da due teli bianchi, Magritte ci racconta l’impossibilità di un amore incompiuto, forse malinconico, certamente difficile.

Colori in contrasto, teli bianchi come lenzuoli sembrano coprire quanto c’è realmente: un amore che va oltre quello che si vede in apparenza e si esprime nel profondo. Si esprime così una sorta di conflitto tra ciò che è nascosto e ciò che è apparente, come in un gioco continuo di contrasti e difficoltà a comunicare.

Questo essenzialmente il pensiero e gli intenti di Magritte, che lui stesso a proposito di quest’opera, oggi conservata al MOMA di New York, dichiarò: “C’è un interesse in ciò che è nascosto e ciò che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere le forme di un sentimento decisamente intenso, una sorta di conflitto, direi, tra visibile nascosto e visibile apparente.”

Un cortometraggio Barilla

Un bellissimo esempio di nuovi linguaggi e comunicazione ce lo offre ancora una volta Barilla, con questo cortometraggio che racconta le origini della carbonara.

Raccontare delle storie con un filo logico, coerentemente con il brand e i prodotti dell’azienda è o dovrebbe essere il nuovo modo di comunicare. Ormai c’è talmente tanto che è inutile proporre sconti e dire di continuo quanto siamo stati bravi, ma raccontare con degli elementi di novità e di qualità può fare la differenza non solo in termini di identità del marchio, ma anche per trasmettere dei messaggi che facciano riflettere, densi di significato.

Bravi.