Tutto un Cosmo dentro

Non conoscevo Cosmo se non per sentito dire, ma tempo fa sono inciampata in questo video, con alcune sue dichiarazioni prima di un evento, forse un concerto.

Cosmo, nome d’arte di Marco Jacopo Bianchi, ci racconta dal palco quanto sia complessa e difficile la società in cui viviamo. Una società che vive di competizione e apparenze, dove conti solo se sei un conto, dove l’auterovelozza viene misurata a cuori e “mi piace” e il valore a numero di follower.

Una società in cui stupide storie su Instagram sembrano essere il senso della vita di ciascuno e orribili selfie la misura in cui ci mostriamo agli altri. E se non ci mostriamo non siamo nessuno, non contiamo in questa società. E se per caso non arriviamo dove ci sono loro non solo non siamo nessuno, ma è anche colpa nostra se non siamo.

Se non lavoriamo, se siamo poveri, se non ci basta lo stipendio, se viviamo ancora in affitto. È colpa nostra. Invece è bravo chi ha denaro anche se fino a ieri era nei centri sociali, è bravo chi fa beneficienza ogni tre secondi e lo sbandiera ai quattro venti a bordo di una Lamborghini o mentre mostra il suo super attico a CityLife o come si chiami.

Sempre più spesso, mi trovo a pensare la stessa cosa e mi piace l’idea di salvare questo video comunicativamente potente, anzi potentissimo.

https://fb.watch/8uJPcZTl6i/

Un cortometraggio Barilla

Un bellissimo esempio di nuovi linguaggi e comunicazione ce lo offre ancora una volta Barilla, con questo cortometraggio che racconta le origini della carbonara.

Raccontare delle storie con un filo logico, coerentemente con il brand e i prodotti dell’azienda è o dovrebbe essere il nuovo modo di comunicare. Ormai c’è talmente tanto che è inutile proporre sconti e dire di continuo quanto siamo stati bravi, ma raccontare con degli elementi di novità e di qualità può fare la differenza non solo in termini di identità del marchio, ma anche per trasmettere dei messaggi che facciano riflettere, densi di significato.

Bravi.

Comunicazione pubblicitaria

Non ci avevo pensato. Non avevo colto l’errore o meglio gli errori nella Campagna di Comunicazione di Chinotto Neri che non ripropongo per ragioni etiche. Uscita in occasione della festa del papà sta facendo molto discutere per i contenuti e per la grafica.

Pensare di essere i più creativi e giocare con il doppio senso sempre e comunque non va bene. Nel mondo della pubblicità non sempre si può osare o giocare a fare i creativi. Quando lo si fa ed è molto difficile esserlo, bisogna farlo con competenza e giudizio. Se si usa il doppio senso bisognerebbe farlo contestualizzandolo, non come se si fosse al bar. E senza volgarità. Questo è quanto.

Content strategy, come misurare i dati

Una buona content strategy non è sempre sufficiente se non accompagnata dai dati a corredo di ciò che viene diffuso online attraverso blog, siti, social.

La content strategy è data infatti da un insieme di elementi che devono necessariamente coniugarsi tra loro e non possono in alcun modo essere scissi per far fronte a iniziative a senso unico.

Non si può infatti pensare di curare solo i social trascurando il contenuto di qualità vero e proprio, ma è logico che gli attori in gioco devono necessariamente essere tanti e diversi tra loro.

Non solo questo: un tempo i brand erano molto più riconoscibili, mentre le analisi oggi riguardano molti parametri tra loro diversi, dai canali in cui si inseriscono i contenuti alla copertura sul territorio, dal benchmark come valutazione delle concorrenza fino al coinvolgimento degli influencer:  tutti fattori misurabili, che denotano il successo o il fallimento di una campagna. In questo i tradizionali strumenti di analisi come Google Analytics e Talkwalker contribuiscono e molto a cogliere e intercettare le tendenze della rete: di cosa si parla, per quali motivi, cosa accade a chi parla di un determinato argomento.

Si tratta di ottimi strumenti per capire come si muovono i propri utenti, in che termini e quali siano le loro conoscenze. Tutti aspetti da cui non si può prescindere per una buona organizzazione e per conoscere dal profondo i propri utenti, prima di procedere con ogni tipo di campagna di comunicazione online.